Turni massacranti per i guardiani delle dighe in Val Tramontina

Recentemente ho incontrato gli addetti alla sorveglianza delle dighe di Ca’ Selva, Ca’ Zul e Ponte Racli che si trovano nella Val Tramontina. Operatori costretti, per contratto, a turni massacranti di 32 ore consecutive e che, in caso di assenze dei colleghi per ferie o malattia, devono rimanere sul posto di lavoro continuativamente addirittura fino a 56 ore. Una situazione inaccettabile che ho già segnalato al ministro del Lavoro Di Maio e a quello delle Infrastrutture Toninelli.

Sono le modalità di guardiania imposte da EDPower – una controllata della Edison – ai propri dipendenti sulla base di un accordo che nel 2017 era stato avvallato da chi precedentemente era alla guida del ministero delle Infrastrutture.

Queste persone devono sopportare carichi di lavoro pesantissimi sia dal punto di vista fisico che psichico. Tutto questo mette a forte rischio i livelli di sicurezza di impianti potenzialmente molto pericolosi.

All’origine di questa situazione la decisione dell’azienda di ristrutturare gli orari di lavoro delle squadre impegnate a sorvegliare le dighe. Cambiamenti voluti esclusivamente per risparmiare sui costi del personale e per aumentare i profitti. Non possiamo tollerare che queste logiche debbano ricadere esclusivamente sulle spalle dei lavoratori.

 

Alleati a Roma e rivali qui? Si può

La mia intervista di oggi sul quotidiano Il Piccolo di Trieste

Alleati a Roma e rivali qui? Si può
Intervista al quotidiano il Piccolo, domenica 10 giugno 2018

TRIESTE «Mi hanno scritto in tanti per le congratulazioni, ma nessuno bussa per chiedere favori o accreditarsi. C’è una specie di timore reverenziale verso chi si presenta come scardinatore di un sistema». Stefano Patuanelli è appena stato nominato capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato e interpreta con convinzione il ruolo di custode della nascente Terza Repubblica.
Dal Comune al ruolo di capogruppo al Senato: cosa prova?
Emozione diversa ma non superiore. Essere eletto in Comune è stato un grande onore e una grande emozione, la prima, forte e indimenticabile.
Con che sensazioni ha seguito questi tre mesi di trattative?
Anzitutto quelle fra M5s e Lega sono durate due settimane. Le sensazioni sono state diverse: l’euforia della vittoria, lo sconforto dopo il veto su Savona, l’entusiasmo e la determinazione di un gruppo compatto quando Di Maio ha annunciato il ritorno al voto. La liberazione finale. Luigi ha fatto un miracolo.
Che governo sarà e quanto è destinato a durare?
Questo è un contratto di cambiamento di legislatura. Un programma di ampissimo respiro che ci proietta anche oltre il 2023. Sarà il governo del cambiamento, sottoscritto da due contraenti e portato avanti da ministri di grande capacità.
Sull’Ilva di Taranto le vostre posizioni si ammorbidiscono: prova di realismo e di distacco da Grillo?
Il Movimento cresce: dall’opinione all’opposizione, fino al governo. In questo percorso Grillo ha il ruolo del fondatore, del capo politico e oggi del garante. La sua capacità di incidere sull’opinione pubblica detta ancora i temi al Movimento.
Si può governare con la Lega?
Non ci saremmo seduti al tavolo e non ne saremmo usciti con un contratto sottoscritto.
Nessun imbarazzo su migranti e politica estera?
Le due forze sono distinte e con posizioni diverse su alcuni temi, ma il contratto è una mediazione e da lì non ci si discosta. Non c’è scritto da nessuna parte che dovremo usare la forza per non far entrare migranti in Italia o che verranno creati centri di prima accoglienza da migliaia di persone.
Bene il premier Conte al G7 sul nodo della Russia?
Il rapporto con la Russia va valutato rispetto a quanto le sanzioni incidono sulle esportazioni italiane. Le sanzioni non risolvono poi il problema di come in Russia si trattano i temi dei diritti civili o dell’Ucraina.
Dove trovate le coperture finanziarie per il vostro libro dei sogni?
Un programma di legislatura non parte domani con reddito di cittadinanza, flat tax, abolizione della Fornero. La prima cosa è semplificare per far ripartire il Paese con l’aumento del pil, che ci consentirà di avere maggiori margini di spesa e quindi fare gli interventi che proponiamo.
Quali sono i poteri forti contro di voi?
Il comportamento dei mercati dice che poteri finanziari speravano che il governo non partisse. E poi ci sono sacche di privilegi che hanno paura di noi.
Conte avrà autonomia?
Si muoverà in base alle prerogative previste dalla Costituzione.
Come si fa a governare con la Lega a Roma e fare opposizione alla Lega in Fvg?
Ruoli e programmi sono diversi fra nazionale e locale. Per il governo abbiamo rinunciato ad alcune cose nostre e la Lega ha fatto altrettanto. Il contratto è stato sottoscritto perché non avevamo alternativa, a causa di una legge elettorale scellerata.
Come mai Trieste abbonda di capigruppo parlamentari?
Mi piacerebbe poter dire che succede per l’aria che si respira in città, ma temo che sia una casualità.
Quali le priorità per la città?
Il futuro si gioca sul Porto vecchio e il governo vi presterà la massima attenzione, così come al rafforzamento della logistica dello scalo. Oggi governo, Regione e Comune hanno poi una linea unica sulla Ferriera: troviamo rapidamente assieme una soluzione definitiva. (d.d.a.)