Turni massacranti per i guardiani delle dighe in Val Tramontina

Recentemente ho incontrato gli addetti alla sorveglianza delle dighe di Ca’ Selva, Ca’ Zul e Ponte Racli che si trovano nella Val Tramontina. Operatori costretti, per contratto, a turni massacranti di 32 ore consecutive e che, in caso di assenze dei colleghi per ferie o malattia, devono rimanere sul posto di lavoro continuativamente addirittura fino a 56 ore. Una situazione inaccettabile che ho già segnalato al ministro del Lavoro Di Maio e a quello delle Infrastrutture Toninelli.

Sono le modalità di guardiania imposte da EDPower – una controllata della Edison – ai propri dipendenti sulla base di un accordo che nel 2017 era stato avvallato da chi precedentemente era alla guida del ministero delle Infrastrutture.

Queste persone devono sopportare carichi di lavoro pesantissimi sia dal punto di vista fisico che psichico. Tutto questo mette a forte rischio i livelli di sicurezza di impianti potenzialmente molto pericolosi.

All’origine di questa situazione la decisione dell’azienda di ristrutturare gli orari di lavoro delle squadre impegnate a sorvegliare le dighe. Cambiamenti voluti esclusivamente per risparmiare sui costi del personale e per aumentare i profitti. Non possiamo tollerare che queste logiche debbano ricadere esclusivamente sulle spalle dei lavoratori.